Mi presento: un nuovo autore del blog, amico di quelli che questo spazio l'hanno ideato e creato. Non sono un esperto di vini, ma mi piace bere bene, bere buoni vini. E così, trovando questo spazio interessante, mi sono riproposto di dare anch'io il mio contributo.
Ma veniamo al vino.
Cena sulle colline toscane, qualche tempo fa, con classica fiorentina e, in abbinata, un classico Chianti. Per l'esattezza un Nipozzano Riserva, della cantina Marchesi de' Frescobaldi, del 2010. Un vino ottenuto per il 90% da uve Sangiovese.
Lo verso nel bicchiere, il colore è rosso intenso, molto profumato all'olfatto. Poi un sorso, un altro. Davvero buono! Contro la mia iniziale aspettativa, in bocca la sensazione non è affatto dura, ma di un vino morbido e delicatamente fruttato, nonostante raggiunga comunque i 13,5%, e piacevole a bersi. Dopo qualche istante si percepisce anche chiaramente un carattere che definirei "balsamico", quasi di anice o di finocchio selvatico. Infine, da ultimo, i tannini che però non sono eccessivi e non rompono l'armonia del gusto. Davvero un'eccellente scoperta.
Vini e Manze
venerdì 6 giugno 2014
mercoledì 4 dicembre 2013
ELCIONE Tenuta Vitalonga 2010
Questa è una dritta suggeritami da un "guru"dei vini, un collega di Bergamo. Eravamo lì che parlavamo durante la pausa e lo sento dire ad un altro: "oh, mi raccomando, l'Esselunga ha in offerta degli ottimi vini ad un buon prezzo, non farteli scappare!". Io, curioso ed ignorante come non mai sull'argomento, mi ci sono buttato a pesce: "dammi un consiglio!" La risposta è stata: "ELCIONE 2010. Però occhio che è buono, ma forte".
Esco da lavoro, corro a comprarlo: in offerta a circa 3 euro.
La prima cosa che mi ha colpito della bottiglia è stata l'etichetta: niente salamelecchi da sommelier, solo dati essenziali e molto "ingegneristici", corredati da ottimi consigli circa gli abbinamenti. Guardo più in basso: 14,5% vol. Sticazzi.
Qui bisogna accompagnarlo bene: "carni rosse", leggo. Mi sento ispirato: compro della trita, preparo due hamburger, lisci, da 350 e 130g (per me e mia moglie Irene), cotti sulla piastra rigorosamente in ghisa (qui ci capisco decisamente di più).
Io e la consorte apriamo il vino e lo mesciamo: è scuro con riflessi violacei, profumo molto intenso di frutti rossi, fermo come un macigno di granito. Lo assaggio: una bomba! La forza alcolica, tanta, predomina all'inizio, insieme al sapore di un frutto rosso asprigno che non riesco ad identificare (sono una sega in queste cose); Irene accetta la sfida e lo individua: è il ribes! Il retrogusto è molto tannico, e lascia la bocca discretamente "allappata"; a bicchiere vuoto si sente anche profumo di cannella.
In definitiva: vino buono, molto potente (rigorosamente da pasto, e sostanzioso), si abbina bene con le succitate carni rosse, selvaggina e funghi. Io l'ho provato anche con salumi ed è un buon abbinamento.
Ho notato che, aperto da circa un giorno, tende ad "arrotondarsi": a me è piaciuto di più.
Riassumendo con un voto: 7,5
Vi consiglio di provarlo, dato anche il prezzo abbordabile anche quando non in offerta.
Esco da lavoro, corro a comprarlo: in offerta a circa 3 euro.
Io e la consorte apriamo il vino e lo mesciamo: è scuro con riflessi violacei, profumo molto intenso di frutti rossi, fermo come un macigno di granito. Lo assaggio: una bomba! La forza alcolica, tanta, predomina all'inizio, insieme al sapore di un frutto rosso asprigno che non riesco ad identificare (sono una sega in queste cose); Irene accetta la sfida e lo individua: è il ribes! Il retrogusto è molto tannico, e lascia la bocca discretamente "allappata"; a bicchiere vuoto si sente anche profumo di cannella.
In definitiva: vino buono, molto potente (rigorosamente da pasto, e sostanzioso), si abbina bene con le succitate carni rosse, selvaggina e funghi. Io l'ho provato anche con salumi ed è un buon abbinamento.
Ho notato che, aperto da circa un giorno, tende ad "arrotondarsi": a me è piaciuto di più.
Riassumendo con un voto: 7,5
Vi consiglio di provarlo, dato anche il prezzo abbordabile anche quando non in offerta.
lunedì 25 novembre 2013
LECLISSE Paltrinieri 2012
Un anno fa non mi sarei mai sognato di scrivere e parlare bene di un Lambrusco. Lo consideravo un vino di serie B e soprattutto quel poco che avevo bevuto mi ricordava i vini a basso costo che spesso a qualche grigliata/festa viene propinato. Ora, come alcuni di voi già sanno, mi sono dovuto ricredere, e ho dovuto accettare (con gaudio) il fatto che ci siano lambruschi e lambruschi, e che quelli buoni difficilmente passano negli scaffali dei supermercati.
Quello che vi propongo oggi è il top di gamma della famiglia Paltrinieri, che opera nel modenese e offre una vasta gamma di "lambruschi" tutti con le loro particolarità e differenze.
Questo LECLISSE colpisce innanzitutto per il colore. Tutti i lambruschi provati prima erano di colore rosso bruno e con una schiuma esagerata. LECLISSE invece è di un colore rosa intenso e di schiuma ne fa poca, addirittura quando l'ho aperto ieri sera il tappo non è neppure saltato, pur essendo il vino decisamente frizzante.
Inoltre è un vino secco, molto secco. L'amabilità di certi lambruschi è un lontano ricordo e questo mi è piaciuto decisamente. Ha inoltre un retrogusto lievemente acido che secondo me lo completa (e se provate un altro vino della stessa cantina, se non ricordo male il Piria, la sensazione è ancora più accentuata).
Secondo me si abbina ottimamente, e vi farà fare un figurone, servendolo con ogni genere di antipasto/aperitivo e con salumi di svariato genere (meglio se emiliani, ovviamente). Lo si abbina spesso a piatti di carne molto grassi perchè sembra sia ottimo per "sgrassare", e addirittura trova una piacevole combinazione anche col pesce (il che sembra una bestemmia, ma dopo averlo provato vi ricrederete).
Invito tutti a fare un giro sul sito del produttore, e a farvi mandare un cartone di vino così, per provare, come ho fatto io, e ne sono rimasto stupito. Per la cronaca LECLISSE costa sui 7.5 euro, un prezzo decisamente abbordabile.
VOTO 8.5: una scoperta!
Quello che vi propongo oggi è il top di gamma della famiglia Paltrinieri, che opera nel modenese e offre una vasta gamma di "lambruschi" tutti con le loro particolarità e differenze.
Questo LECLISSE colpisce innanzitutto per il colore. Tutti i lambruschi provati prima erano di colore rosso bruno e con una schiuma esagerata. LECLISSE invece è di un colore rosa intenso e di schiuma ne fa poca, addirittura quando l'ho aperto ieri sera il tappo non è neppure saltato, pur essendo il vino decisamente frizzante.
Inoltre è un vino secco, molto secco. L'amabilità di certi lambruschi è un lontano ricordo e questo mi è piaciuto decisamente. Ha inoltre un retrogusto lievemente acido che secondo me lo completa (e se provate un altro vino della stessa cantina, se non ricordo male il Piria, la sensazione è ancora più accentuata).
Secondo me si abbina ottimamente, e vi farà fare un figurone, servendolo con ogni genere di antipasto/aperitivo e con salumi di svariato genere (meglio se emiliani, ovviamente). Lo si abbina spesso a piatti di carne molto grassi perchè sembra sia ottimo per "sgrassare", e addirittura trova una piacevole combinazione anche col pesce (il che sembra una bestemmia, ma dopo averlo provato vi ricrederete).
Invito tutti a fare un giro sul sito del produttore, e a farvi mandare un cartone di vino così, per provare, come ho fatto io, e ne sono rimasto stupito. Per la cronaca LECLISSE costa sui 7.5 euro, un prezzo decisamente abbordabile.
VOTO 8.5: una scoperta!
Sire Nero - rosso siculo
Sire Nero - cantina Rapitalà
Mamma Esselunga: vino pro nobis.
Buonasera da zanaggio il re dell'assaggio,
stasera vi illustro brevemente il Sire Nero "syrah", della cantina Rapitalà (vi sconsiglio di visitare il sito se odiate la musica etnica arabeggiante).
Comprato a circa 5,5 € all'Esselunga (a prezzo pieno e senza punti fragola), è un tipico rosso fermo siciliano, bello corposo, fruttato e tannico quanto basta.
Si beve molto volentieri e si accompagna molto bene al pasto: viste le note fruttate e acide, lo consiglio con piatti ricolmi di carni rosse e in generale con cibi amari, salati o comunque molto saporiti. Insomma, io eviterei di accoppiarlo con piatti delicati e dolciatri in quanto rischia di aumentare il sentore dolciastro in bocca.
A tutti gli effetti un buon acquisto, ad un prezzo ragionevole.
Ma niente punti fragola. Diamine.
Voto complessivo: 6,5 su 10
Rapporto Qualità-Prezzo: 8 su 10
Prezzo: 5,5 €
Icario 2008
Buonasera a tutti, oggi vi propongo questo vino rosso (fermo) Icario 2008 di toscana. Ho avuto modo di provare per la prima volta questo vino a natale dell'anno scorso, quando avevo fatto un po' di spesa vinicola in una specie di negozio convenzionato con la mia azienda. In sostanza io l'ho pagato sui 5-6 euro a bottiglia, ma non so a quanto lo si possa trovare in giro (penso intorno a una decina al massimo)
L'ho potuto bere di nuovo perchè qualcuno ha regalato un paio di bottiglie a mio padre, e le sensazioni positive che mi aveva dato a suo tempo sono state confermate. L'etichetta spiega che il vino è un misto di tre uve, sangiovese, merlot e teroldego. A scatola chiusa mai ci punterei perchè queste sono tre delle uve che prese da sole meno apprezzo. Invece non so come l'Icario ha un suo perchè ed è decisamente un piacere berlo. E' corposo ma non eccessivamente, questo secondo me lo rende adatto sia per secondi di carne impegnativi sia per piatti più tranquilli, e comunque l'annata non proprio giovane e i 13 % confermano la sensazione.
In sostanza io lo consiglio, vale assolutamente la spesa considerato certe ciofeche che si trovano nei supermercati allo stesso prezzo.
VOTO 7.5: imprevedibile
martedì 5 novembre 2013
Marcello Ariola
"Questo sarebbe il vino Lambrusco: questo è un vino tipico della nostra regione, spumante, digestivo e diuretico. Anche lui è rosso." (Peppone in "Il compagno don Camillo")
Premessa: sono un amante dei vini rossi fermi, neri e forti. Ciononostante non è un caso che torta fritta e spalla cotta si accompagnino meglio con una Fortanina che con un Barolo, né che la rosa di Parma si cucini con il Lambrusco e non con il Cannonau.
Quindi se volete assaporare un salame di Felino ben stagionato o la polenta e cicciolata (rileggetevi Giovannino Guareschi) dovrete portare in tavola la risposta emiliana allo champagne (scherzo, ma come non citare Buez?): il Lambrusco.
E allora sceglietene uno buono: il Marcello delle cantine Ariola farà al caso vostro.
Versatevene un bicchiere da una bottiglia appena stappata in modo da poter godere della visione della schiuma che svanirà per mostrarvi il color rosso scuro, quasi viola. Il gusto è quello del lambrusco, ma più rotondo, senza note troppo acide, e nonostante si tratti di un vino secco e non troppo alcoolico, lascerà un retrogusto persistente e fruttato. Si adatta bene ai salumi e alla cucina emiliana, ottimo ad esempio per accompagnare una mariola cotta o uno stracotto d'asina, lasciandovi la bocca pulita e "sgrassata".
Potrete portarvi a casa una bottiglia di Marcello con una spesa tra i 7 e i 12 euro, ovviamente più di un Lambrusco anonimo, ma assai meno della maggioranza dei vini di pari qualità.
Mi permetto una raccomandazione: questo vino non è da servire a temperatura ambiente (concetto assai relativo, soprattutto se è ferragosto e i gradi dell'ambiente sono 32) e non è da servire freddo di frigorifero. Se non avete una cantina adatta, abbiate l'accortezza di tirarlo fuori dal frigorifero in tempo per fargli raggiungere i 10°C.
A presto.
domenica 3 novembre 2013
Muntacc 2009
Au revoir
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