"Questo sarebbe il vino Lambrusco: questo è un vino tipico della nostra regione, spumante, digestivo e diuretico. Anche lui è rosso." (Peppone in "Il compagno don Camillo")
Premessa: sono un amante dei vini rossi fermi, neri e forti. Ciononostante non è un caso che torta fritta e spalla cotta si accompagnino meglio con una Fortanina che con un Barolo, né che la rosa di Parma si cucini con il Lambrusco e non con il Cannonau.
Quindi se volete assaporare un salame di Felino ben stagionato o la polenta e cicciolata (rileggetevi Giovannino Guareschi) dovrete portare in tavola la risposta emiliana allo champagne (scherzo, ma come non citare Buez?): il Lambrusco.
E allora sceglietene uno buono: il Marcello delle cantine Ariola farà al caso vostro.
Versatevene un bicchiere da una bottiglia appena stappata in modo da poter godere della visione della schiuma che svanirà per mostrarvi il color rosso scuro, quasi viola. Il gusto è quello del lambrusco, ma più rotondo, senza note troppo acide, e nonostante si tratti di un vino secco e non troppo alcoolico, lascerà un retrogusto persistente e fruttato. Si adatta bene ai salumi e alla cucina emiliana, ottimo ad esempio per accompagnare una mariola cotta o uno stracotto d'asina, lasciandovi la bocca pulita e "sgrassata".
Potrete portarvi a casa una bottiglia di Marcello con una spesa tra i 7 e i 12 euro, ovviamente più di un Lambrusco anonimo, ma assai meno della maggioranza dei vini di pari qualità.
Mi permetto una raccomandazione: questo vino non è da servire a temperatura ambiente (concetto assai relativo, soprattutto se è ferragosto e i gradi dell'ambiente sono 32) e non è da servire freddo di frigorifero. Se non avete una cantina adatta, abbiate l'accortezza di tirarlo fuori dal frigorifero in tempo per fargli raggiungere i 10°C.
A presto.

Nessun commento:
Posta un commento